Sotto la pioggia. Foto scattata da me

22.06.2019

Al mio risveglio oggi c’era la pioggia, è curioso il fatto di come il tempo, inteso come clima, tradisca sempre le nostre aspettative; sì perché la pioggia è stata dirompente proprio il giorno successivo all’inizio dell’estate.
Verrebbero facili alcune similitudini: il clima come il destino, due cose di cui non possiamo controllare alcunché, il loro andamento è semplicemente fuori dal nostro controllo.
Giovedì, mentre mi somministravano l’ultimo (ma non ultimo in termini assoluti) ciclo delle mie quattro chemio più “forti”, sentivo tutti gli effetti del trattamento. E’ naturale che con l’accumulo delle dosi farmacologiche il corpo reagisca più affaticato.
Mi consola sapere che si tratta di una causa buona, la mia guarigione.
Ho letto sulla pagina facebook che ho creato dei commenti che hanno rinverdito il mio coraggio e la determinazione; mi è stato detto che sono speciale.  Cerco di meritare ciò che dicono le persone di me ma, come detto giorni fa alla mia amica Eliana, non mi sento speciale in questo incedere verso la vittoria o per lo meno non più speciale di tanti che stanno affrontando, combattendo alacremente, questa guerra. Se non hai la volontà solida di guarire, non guarirai. Se devi combattere, almeno fallo bene!
Sapete, quando si vivono certe situazioni, ci si ritrova a confrontarsi con molte persone che vivono o hanno vissuto battaglie durissime (alcune più dure di altre). Non è facile per nessuno ma tu li vedi tutti sempre sorridenti e con la incredibile voglia di vivere. Forse sì è questo che rende speciale ogni persona malata di una grave malattia, l’incredibile scoperta di quanto sia preziosa la vita. Un qualcosa su cui riflettere.
Ritornando al tema della specialità, io sono certa di aver incontrato due persone davvero speciali, nel senso di una rara specialità, nel cammin della mia vita. 
I loro nomi saranno sempre tracciati nel mio cuore e i loro sorrisi assieme alle loro parole di forza e audacia resteranno per sempre per me monito ed ispirazione.
A loro vorrei dedicare questo mio post, a Giovanna ed Alessandra ( e sia chiaro che se un giorno scrivessi un libro, traendo spunto da questa mia esperienza, sarebbe dedicato anche alla loro memoria) due donne invincibili che hanno beffato la sofferenza ed il dolore con il loro candore ed eterno sorriso.
La loro vittoria credo sia stata questa: il sorriso che hanno mantenuto sino alla fine. Qualità rara, la loro.
La prima era una collega di una integrità, dolcezza, gentilezza ed ottimismo estremi, brillava per la sua voglia di vivere e per la sua piccola bimba di cui un giorno al lavoro mi parlò. Ho potuto salutarla un anno fa, quando incominciavo il mio congedo di maternità e se ci fosse una immagine di quel momento, sarebbe sicuramente quella della sua mano sulla mia pancia mentre mi augurava il meglio e mi raccontava gli ulteriori step del suo percorso di guarigione. Oggi lei è un incredibile angelo. Ho trovato quasi paradossale questa sorte che ha visto lei lasciare questa vita il giorno prima della nascita della mia Gaia.
La seconda era una collega ed amica, la prima persona in assoluto che ho incontrato sul lavoro nel lontano 2006, quando siamo state assunte insieme ed assegnate ad uffici differenti. Nel tempo abbiamo condiviso tante esperienze lavorative e di vita che ci hanno consentito di vivere l’una nella vita dell’altra a fasi alterne. Un mese prima che ci lasciasse, avendo saputo da nostre amiche della mia situazione, mi telefonò per rincuorarmi, per rassicurarmi sul mio percorso (perché il mio male a differenza del suo ha un percorso di guarigione già tracciato ed un grado di successo molto alto). Rimbomba ogni giorno questa sua frase nel mio cuore: “Non ti sto dicendo che ti somministreranno acqua fresca, ma posso assicurarti che ce la farai. Ti riposerai e potrai fare tutto.” Io le sue parole le ho raccolte una ad una nel mio cuore ed ogni giorno da esse e da lei traggo una incredibile una incredibile pulsione. Perché lei parlava poco ma quando parlava diceva solo cose sensate e giuste. Quando le chiesi come stessero andando le sue cure, lei mi rispose che stava controllando alcuni valori. Oggi so che me non mi disse la verità, forse per non farmi preoccupare:  erano già gravi le sue condizioni. Ci ha lasciati un mese dopo. Coraggiosa fino all’ultimo questa donna. La sua forza d’animo, la sua dolcezza, la sua integrità e la sua incredibile discrezione sono per me la strada maestra.
Ai figli ed ai mariti di Giovanna ed Alessandra penso spesso, quando penso a loro.
Ed allora, mi chiedo, come si può pensare di sentirsi speciali quando si ha avuto la fortuna di incontrare persone così speciali come Giovanna ed Alessandra?!
C’è solo da aver cura del ricordo potente che ci lasciano e cercare di protendere verso il loro esempio.
Vi lascio con questa foto che stamattina ho scattato al mio risveglio quando c’era la poggia e l’aria era ancora frizzante. Adesso all’aria fresca si è aggiunto il cinguettio degli uccelli.
Oltre l’arcobaleno c’è l’ispirazione tratta da donne speciali ed uniche. E ci vorrebbero parole nuove per descriverne la bellezza e la notevole forza.