30.07.2019

Oggi pomeriggio ho ricevuto una telefonata dalla mia amica-sorella Eliana. Ha detto di avere qualcosa da dirmi, sicché ho pensato a qualcosa di importante. Così dopo le solite domande di rito, ‘come stai, come sto, come stanno i nostri’ e via discorrendo, lei mi ha detto « Sai che oggi si festeggia la giornata mondiale dell’Amicizia? Lo hanno detto alla radio.»
E poi ha proseguito, dicendomi «Ti voglio bene», (mi sono commossa, sì beh tanto per cambiare ) ed ho detto di volergliene anche io. Ché è anche la verità.
Dopo esserci congedate, sono andata su internet per capire meglio di cosa si trattasse ed un motore di ricerca ne riportava la esegesi. ‘Nel 2011 le Nazioni Unite hanno proclamato la giornata mondiale dell’amicizia. L’ONU ha deciso in questa data di celebrare i rapporti di cooperazione e solidarietà fra persone e popoli per proseguire una tradizione ancora viva in Paraguay. Rivolgendosi soprattutto alle nuove generazioni nella creazione di legami duraturi fra persone e popoli, ed esortando gli Stati Nazionali e le organizzazioni informali ad attivare progetti che stimolino la creazione di nuovi legami [..]
L’Amicizia è un sentimento che a volte è più profondo e radicato di un legame di sangue. [..] Un amico è per sempre e ti sostiene nei momenti più difficili, ed è pronto a condividere gioie e soprattutto dolori.[..]’

Un paio di riflessioni sul tema.

La prima è che le Nazioni Unite evidentemente credono in una sconfinata bontà d’animo dell’Uomo e quindi in una possibilità di redenzione attraverso la condivisione, la cooperazione e la solidarietà. Insomma, un ottimismo dai toni surreali, senza macchia e senza paura, che purtroppo mal si concilia con quanto si registra soprattutto ultimamente sulla cattiveria umana di popoli, Stati e relative popolazioni. Penso al surriscaldamento globale che ha scatenato l’odio facile o al fatto che il 29.07.2019 abbiamo già esaurito le risorse disponibili per il 2019 e nessuno pare così interessato alla questione, forse perché si pensa che il loro esaurimento non ci riguardi da vicino, Poi però immagino che fra queste genti ci siano anche genitori, come me, ed allora mi chiedo come mai questa situazione anziché preoccuparci ci disinteressa completamente? Ad esser sincera io mi sono anche chiesta proprio cosa posso fare nel mio piccolo perché qualcosa si può fare. E dovremmo iniziare a farla, senza pensare che tanto ci sono anche gli altri. Gli altri siamo anche noi! E intanto l’ONU pensa alla filantropia, alla coesione, alla cooperazione (che sono concetti bellissimi, per carità). Quando si dice ‘essere più realista del re’.

La seconda riflessione, più intima e personale, ha fatto balzare alla mente tutti i messaggi, le telefonate, gli abbracci, i doni che ho ricevuto in questo particolare periodo della mia vita da tante, tantissime persone e scavando un po’ indietro, grazie al mio smartphone, ho ritrovato alcune foto. In realtà ne ho trovate tantissime. Molte di più di quelle che potrei mostrarvi.

È stato sorprendente ed inaspettato, leggere le parole sincere e di sostegno anche di persone lontane dalla mia vita attuale o persone conosciute sul lavoro tanti anni fa, oggi ex colleghe quindi. È stato davvero molto emozionante e ciò mi ha fatto pensare a quanto sia fortunata nella mia vita, fortunata in molti modi che non avrei mai immaginato, fortunata perché sono amata, davvero, ché non c’è stato giorno, dacché mi sono ammalata, che non abbia ricevuto da amici, colleghi, parenti, conoscenti e persino sconosciuti Amore e conforto.
Intendo dire che, aldilà delle amicizie di una vita (sulla cui partecipazione emotiva non ho mai nutrito dubbi) risalenti alle eroiche gesta di Gilgamesh ed Enkidu, ho realizzato di essere importante per tante persone.
La settimana scorsa, ad esempio sono venute a trovarmi alcune mie colleghe per la terza volta in questi mesi. Abbiamo chiacchierato, mi hanno portato un regalo (l’ennesimo), sono riuscita a fare anche delle battute ironiche ed abbiamo riso di gusto. Per l’appunto facevo notare loro che nonostante i capelli siano caduti, le sopracciglia si siano piuttosto diradate e le ciglia vaghino qua e là fra lavandino e cuscino assieme a diverso pelame del mio corpo, ci sono i peli labiali che non hanno mostrato la benché minima intenzione di prepensionamento! L’estetista rimane ancora una mia buona amica.
Di contro, ammetto anche che il mio indice di vulnerabilità ed emotività talvolta assume iperboliche ‘altezze’ (sarà l’età!), come quando la stretta di un abbraccio si prende cura della mia fragilità e mi commuovo come una fanciulla.
C’è poi tutto uno stuolo di persone che non conosco personalmente e che ogni giorno, attraverso piattaforme virtuali, mi dona un suo pensiero affettuoso e concreto che non sembra stridere. E’ questo mi fa credere che esista ancora un interessante aspetto filantropico dei social network che mi dà motivo di sperare ancora nella evoluzione dell’umanità.
Tutto ciò, oltre che rendermi felice, rende anche più manifeste le opportunità, se proprio dobbiamo trarne una lezione, connesse a certi sfortunati eventi nei quali incappiamo.
Naturalmente quando parlo di amicizia considero la faccenda sotto una ampia gamma di sfumature. Evidentemente quindi la considero quale interazione che muove nel mondo i sentimenti e che quindi ci avvicina agli altri, stimolandoci (per quanto mi riguarda è così) ad una certa magnanimità ed apertura mentale verso l’altro.
Ad essere sincera, non so se merito tutte queste attenzioni, ma so che esse rendono il tutto molto più sopportabile e mi fanno sentire protetta. Ed è questa oggi la mia comfort zone. Sono gli amici la mia zona di ristoro e conforto ed è fra loro che voglio stare.
Oltre l’arcobaleno c’è l’Amicizia universale che ti avvolge come una nuvola di zucchero e che ti fa sentire leggera leggera e felice felice.
Epicuro ha detto “Non abbiamo tanto bisogno dell’aiuto degli amici, quanto della certezza del loro aiuto.”
Epicuro ne sapeva a pacchi.
A proposito, se avete degli Amici teneteveli molto molto stretti.